PREMESSA

Il Protocollo d'intesa tra Regione Campania e Direzione Scolastica Regionale del 16 giugno 2006 ha tracciato le linee della programmazione regionale dei percorsi dell'Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) e delle relative misure di sistema, in attuazione dell'Accordo sancito dalla Conferenza Unificata del 25 novembre 2004. Il Protocollo ha definito i reciproci impegni allo scopo di promuovere e realizzare iniziative condivise riguardanti i costituendi Poli Formativi per l'Istruzione la Formazione Tecnica Superiore nonché azioni di formazione e misure di accompagnamento indicate nei Piani Formativi Nazionali integrati dei settori calzaturiero e tessile e di quelli individuati dalla Regione. Ha fatto seguito all'Accordo predetto un lavoro di concertazione con le parti sociali, che ha portato alla stesura della fondamentale Delibera di G.R n. 982 del 21 luglio 2006, nella quale sono definite le linee operative per la Programmazione dei percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (l.F.T.S.) 2006 -2008, adottando due tipologie di interventi, finalizzati alla configurazione del sistema regionale di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore:
- Istituzione di Poli formativi di settore con l'utilizzo delle risorse nazionali (o di una quota di esse, secondo le determinazioni della Regione);
- Progetti pilota, con l'utilizzo delle risorse regionali del FSE e di una eventuale quota delle risorse nazionali.
In particolare si intende:
- individuare il modello di "Polo formativo per l'Istruzione e la Formazione Tecnica Superiore"
- definire gli obiettivi e criteri generali dell'Avviso per la presentazione delle candidature.
Al fine di raggiungere entro il 2010 gli obiettivi fissati dal Consiglio di Lisbona nel 2000 per lo sviluppo di un'economia fondata sulla conoscenza, le linee guida comunitarie indicano la necessità di promuovere nuovi modelli fondati su una più stretta relazione tra istituzioni formative, mondo del lavoro e sistema territoriale.
In tale contesto si colloca il processo di consolidamento del sistema per l'IFTS, che, come indicato nell'Accordo del 25/11/2004 in sede di Conferenza Unificata Stato - Regioni e Stato - Città ed Autonomie Locali, "… per superare progressivamente la precarietà e la frammentazione degli interventi nonché per facilitare l'accumulazione delle conoscenze e delle esperienze…" dovrà realizzarsi anche mediante "…programmi di intervento assegnati a istituzioni scolastiche o a sedi formative accreditate, che possano
operare su base pluriennale" assumendo la denominazione di "Poli formativi per l'Istruzione e la Formazione Tecnica Superiore"e la funzione prioritaria di trasferimento dei linguaggi e delle metodologie dell'innovazione (scientifiche, tecnologiche, organizzative ecc.) tra istituzioni di ricerca e imprese.
Il percorso regionale deve necessariamente prendere lo spunto da un'azione di raccolta delle candidature riferite a determinati settori produttivi prioritari di riferimento, che determini anche:
- le modalità di organizzazione e di gestione dei futuri Poli;
- le azioni che potranno essere sviluppate all'interno dei Poli stessi sulla base delle priorità per le aree ed i settori del territorio regionale nel cui ambito siano individuate particolari esigenze connesse all'innovazione tecnologica e alla ricerca, in modo tale da:
- garantire il diritto del cittadino ad un'offerta formativa di qualità in tutto il territorio regionale;
- promuovere l'integrazione tra i sistemi della formazione, della ricerca e del lavoro;
- potenziare la valenza sperimentale/laboratoriale della filiera formativa dell'IFTS e favorire la ricaduta sugli altri sistemi formativi nella prospettiva di una completa attuazione della riforma del sistema educativo, così come previsto dalla Legge 53/03;
- salvaguardare la caratteristica di flessibilità dell'offerta formativa funzionale a soddisfare sia i fabbisogni professionali del mondo del lavoro, sia le aspettative di riqualificazione e di formazione continua dell'individuo;
- valorizzare le professionalità coinvolte nella realizzazione dei percorsi, capitalizzando il know how acquisito e, al tempo stesso, ottimizzare le disponibilità finanziarie sia favorendo economie di scala sia cercando risorse aggiuntive;
- promuovere l'integrazione tra i sistemi della formazione, della ricerca e del lavoro;
- favorire l'inserimento lavorativo in ambiti produttivi dove non è richiesto il titolo accademico ma il possesso di competenze specialistiche oltre un livello acquisibile con un diploma di scuola media superiore;
- configurare gli scenari formativi con parametri di valenza europea (crediti, certificazione, trasparenza delle qualifiche, qualità della formazione).
Il quadro normativo e regolamentare di riferimento è quello che disciplina i percorsi di istruzione e formazione tecnico superiore (IFTS).
La Regione persegue l'implementazione del modello concernente il Sistema Regionale delle qualifiche professionali, già in corso di sperimentazione, allo scopo di rendere più fattiva sul territorio campano la strategia del "life long learning".

L'IMPORTANZA DELLA RETE

Gli obiettivi strategici del Programma Regionale richiedono che le attività del singolo partenariato IFTS si inseriscano organicamente in programmi condivisi da una rete di partenariati riferiti, di regola, ad un medesimo settore o a settori affini. La struttura reticolare che si viene a realizzare, potrà offrire un contributo significativo per evitare la frammentazione delle iniziative, l'aumento dei costi e una minore efficacia dei risultati.
Le reti realizzeranno le seguenti "Azioni di sistema territoriale" :
1. indagine sulle prospettive evolutive dei settori produttivi considerati, in relazione ai più recenti risultati della ricerca scientifica e tecnologica;
2. l'analisi dei fabbisogni formativi e di innovazione, rilevabili sull'area territoriale e in relazione alla filiera produttiva di competenza di ciascuna rete;
3. l'aggiornamento del personale docente;
4. la formalizzazione di un Comitato Tecnico Scientifico (CTS), di rete, costituito dai rappresentanti dei partenariati di ciascun settore, attuatori dello specifico percorso e dai rappresentanti regionali, con il compito di verificarne l'andamento in itinere, di fornire al Comitato regionale, su richiesta, ogni elemento utile al corretto svolgimento del progetto ed alla valutazione dei risultati e di attuare le procedure di cui al punto successivo e di rilasciare l'eventuale certificazione intermedia;
5. la costruzione di strumenti di selezione dei candidati da ammettere ai percorsi IFTS, con riferimento alle figure e ai profili considerati;
6. la progettazione e la produzione di materiali didattici e prove di verifica comuni ai vari percorsi formativi realizzati dai partenariati che compongono la rete;
7. il sostegno per l'accompagnamento al lavoro dei giovani a conclusione dei percorsi IFTS. I soggetti attuatori capofila, con i relativi partner, si costituiranno in rete, nella loro autonomia, e condivideranno il piano delle attività comuni, nel rispetto delle linee guida regionali. Ogni rete, sulla base delle linee guida, individuerà il soggetto capofila denominato "nodo di rete" sulla base dell'effettiva disponibilità di adeguate risorse logistiche, strumentali e gestionali.
Al soggetto capofila e nodo di rete verrà affidata la gestione delle azioni comuni territoriali; esse svolgeranno anche la funzione di referente per il Gruppo tecnico di settore secondo modalità condivise nell'ambito della rete di cui sono espressione. La Regione, si riserva, d'intesa con la Direzione scolastica regionale, la possibilità di creare reti anche tra partenariati di settori diversi al fine di mettere a sistema le migliori metodologie utilizzate e trasferibili.

RIFERIMENTI NORMATIVI

- Documento "La Formazione Tecnico Professionale Superiore Integrata (F.I.S.)" approvato il 9 luglio 1998 dalla Conferenza Unificata Stato/Regioni;
- Legge 17 maggio 1999, n. 144, art. 69, che ha istituito il sistema dell'Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS);
- Decreto Interministeriale n. 436 del 31/10/2000 "Regolamento attuativo dell'articolo 69 Legge 144/99";
- Standard minimi delle competenze di base e trasversali approvati in Conferenza Unificata Stato - Regioni - 19 novembre 2002;
- Standard minimi delle Competenze Tecnico Professionali approvati in Conferenza Unificata Stato - Regioni - 29 aprile 2004;
- Accordo della Conferenza Unificata Stato - Regioni e Stato - Città ed Autonomie Locali nella seduta del 25 novembre 2004 che adotta le "Linee guida 2004/2006 per la programmazione dei percorsi dell'IFTS e delle misure per l'integrazione dei sistemi formativi";
- Indirizzi operativi per l'attuazione delle linee guida VISPO - Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Pari Opportunità, ISFOL - Roma - Ottobre 2002;
- Piano per l'Innovazione, la Crescita e l'Occupazione (PICO) del 14 ottobre 2005 predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche Comunitarie, in attuazione del rilancio della strategia di Lisbona;
- D. Lgs 112/98 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dallo Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59", con particolare riferimento all'art.138, comma 1, lettera a);
- Legge 28 marzo 2003, n. 53 "Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di formazione professionale";
- Reg. CE 1260/1999, regolamento quadro, recante disposizioni generali sui fondi strutturali;
- Manuale di gestione FSE di cui alla Delibera di G.R. n. 966 del 2.7.04 e del DD. n.198 del 18.7.06.;
- Delibera di G.R. n. 982 del 21.7.06 con la quale si dà attuazione all'Accordo sancito dalla Conferenza Unificata del 25 novembre 2004 per la programmazione dei percorsi dell'Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) e delle relative misure di sistema, si prende atto dell'Accordo del 16 marzo 2006, per la definizione degli standard minimi delle competenze tecnico-professionali relativi a nuove figure professionali di riferimento nel settore "Trasporti", si dà atto che i Poli formativi saranno nei settori Moda, Aerospazio, Economia del Mare, Agroalimentare, Enogastronomico, Sociale, Turismo, ICT.

QUADRO DI RIFERIMENTO PER L'INDIVIDUAZIONE DEI SETTORI / COMPARTI

Per l'individuazione dei "settori"/comparti strategici d'intervento dei futuri Poli formativi per l'IFTS si è ritenuto corretto procedere attraverso le indicazioni contenute nei recenti documenti di programmazione nazionali e regionali.
a) I criteri di priorità indicati nel POR 2000-2006 rispetto alla Misura 3.7 sono :
- Coerenza con l'analisi dei fabbisogni formativi sul territorio;
- Innovatività della proposta in relazione all'integrazione dei percorsi formativi;
- Approccio di genere;
- Attivazione di cooperazione interregionale;
- Sviluppo locale;
- Società dell'Informazione;
- Integrazione tra attori della scuola, dell'università, della formazione, delle imprese;
- Attenzione ai settori emergenti e\o in crescita,
- Integrazione degli interventi rispetto alle Misure collegate.
b) Le priorità trasversali di azione del FSE vengono perseguite secondo le linee generali di:
- Sviluppo locale;
- Società dell'Informazione;
- Pari opportunità.
I documenti di programmazione più significativi ai fini della individuazione dei settori produttivi e strategici sono :
- Il P.I.C.O., (Piano per l'Innovazione, la Crescita e l'Occupazione per il rilancio della
Strategia di Lisbona, 14 ottobre 2005);
- Il D.S.R. (Documento Strategico Regionale per la politica di coesione 2007/2013) approvato con Delibera di G.R. n. 1042 dell'1.8.06;
- Il PASER Piano d'Azione per lo Sviluppo Economico Regionale approvato con Delibera di G.R. n. 1318 del 1 agosto 2006.
Tutti i documenti evidenziano che i cluster a valenza multiregionale individuati dalle Regioni italiane, pur declinati nei caratteri relativi alle specificità locali, sono essenzialmente riconducibili a:
o Energia, con particolare riferimento alle energie rinnovabili;
o Biotecnologie e scienze della vita;
o ICT - Information and Communication Technology;
o Meccanica avanzata, cantieristica e nautica;
o High tech, chimica e nuovi materiali;
o TAC - Tessile Abbigliamento Calzature;
o Aerospaziale e settori innovativi dell'ingegneria, comparto aeronautico;
o Agroindustria e agroalimentare;
o Turismo integrato e sostenibile;
o Comparti della produzione di mezzi di trasporto in particolate l'automotive, il ferrotranviario.

LA STRATEGIA REGIONALE E I SETTORI DI INTERVENTO

La Regione Campania intende operare nella prospettiva di progressiva transizione dall'esclusiva programmazione di corsi IFTS "a bando annuale" alla compresenza sia di affidamenti (pluriennali) di progetti che integrino formazione, ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico a raggruppamenti titolari di poli formativi, connotati da standard di eccellenza in settori "strategici", sia di corsi IFTS pilota annuali, rispondenti a esigenze espresse dai sistemi produttivi locali.
I Poli formativi per l'IFTS dovranno pertanto configurarsi come raggruppamenti stabili, attentamente dimensionati (per numero di componenti ed estensione territoriale) e composti da Università, Imprese, Istituti scolastici secondari superiori, Agenzie di formazione e Centri di ricerca. A fronte di criteri organizzativi e gestionali unitari, i Poli predisporranno, in base ad una programmazione pluriennale per il triennio 2007- 2009, progetti esecutivi di formazione tecnica conforme a standard nazionali in settori specifici nei quali siano state individuate particolari esigenze connesse all'innovazione tecnologica e alla ricerca.
In sintesi, i Poli formativi per l'IFTS si qualificano sotto due aspetti principali:
- per l'importanza che attribuiscono alla capacità di interazione tra i diversi attori per lo scambio e l'innovazione delle informazioni e dei servizi;
- per l'organizzazione interna reticolare che si può proficuamente integrare nella rete di relazioni già presenti sul territorio (a partire dalla valorizzazione di reti già operative, quali ad es. i distretti industriali/tecnologici, …).
Per la Regione Campania la Delibera di G.R. n. 982 del 21 luglio 2006 sulla base di una preliminare valutazione tecnica della documentazione citata, per la collocazione dei Poli formativi per l'IFTS, ha individuato i seguenti settori prioritari:
- Moda (avente quale riferimento nel sistema produttivo i comparti del Tessile Abbigliamento, Calzaturiero e Moda, Orafo-Argentiero e del Gioiello, Profumeria, Occhialeria, produzioni di tessiture di pregio, Design);
- Aerospazio (avente quale riferimento nel sistema produttivo i comparti della progettazione e produzione di componenti di motori aeronautici, Progettazione e revisione di componenti di motori aeronautici, manutenzione, installazione e controllo dei sistemi avionici, manutenzione e trasformazione dei velivoli con procedure e tecnologie ad elevata affidabilità e sicurezza, Impiantistica elettrica ed elettronica industriale, Automazione processi industriali);
- Economia del Mare (avente quale riferimento nel sistema produttivo i comparti della cantieristica navale, dei servizi portuali e del trasporto marittimo e della logistica e della diportistica);
- Agroalimentare, (avente quale riferimento le nuove tecnologie nella filiera agro-alimentare oleario e delle colture in serra; implementazione dell'agricoltura biologica e della zootecnia in aree ecocompatibili);
- Enogastronomico, (avente quale riferimento le nuove tecnologie nella filiera agro-alimentare vitivinicola, la promozione e valorizzazione di aziende eno-gastronomiche);
- Turismo, (promozione e valorizzazione itinerari turistici culturali, aree termali, agriturismo, ricezione alberghiera);
- Sociale;
- ICT- Information Communication Technology ( avente quale riferimento nel sistema produttivo il comparto delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione).
Il settore del sociale viene escluso dalla procedura di avviso di candidature in quanto trattasi di settore privo di figure nazionali approvate. Si ritiene di dover percorrere un percorso pilota che abbia una natura altamente sperimentale. La regione Campania ha riconosciuto le seguenti figure professionali sociali:
- assistente familiare, operatore socio-assistenziale (osa), operatore socio sanitario (oss), tecnico accoglienza sociale, mediatore culturale, operatore dell'infanzia, animatore sociale, tecnico inserimento lavorativo, assistente sociale, educatore professionale, mediatore familiare.
Per il settore sociale si utilizzeranno esclusivamente gli strumenti della programmazione negoziata e gli accordi di cui alla Legge 662/96, art. 2, comma 203.

FATTORI CONNOTATIVI DEI POLI FORMATIVI PER L'IFTS

A. Relazione con il territorio, ambiti d'intervento, azioni e modello organizzativo
Le azioni tipiche di un polo sono rappresentate da:
a. una puntuale ricognizione dei fabbisogni formativi delle imprese del settore (anche attraverso focus group con le imprese interessate) per articolare le figure professionali in profili rispondenti alle esigenze delle imprese medesime. Con particolare attenzione vanno considerate le esigenze connesse al trasferimento tecnologico di processo e di prodotto;
b. progettazione e realizzazione dei percorsi IFTS, destinati soprattutto ai giovani;
c. accompagnamento al lavoro dei giovani che hanno concluso positivamente i percorsi IFTS;
d. ricaduta delle innovazioni realizzate nei percorsi IFTS sui docenti della scuola e della formazione professionale,attraverso iniziative di aggiornamento, che possano coinvolgere un ampio numero di istituzioni scolastiche e formative.
E' opportuno inoltre che ciascun Polo formativo I.F.T.S., una volta costituito rediga una relazione definita - "Report sui fabbisogni formativi e professionali del polo IFTS "denominazione" in cui vengano evidenziati l'analisi dei fabbisogni professionali e formativi e l'elaborazione delle conclusioni.
2 Protocollo d'intesa tra Regione Campania e Ufficio Scolastico regionale per la Campania del 16 giugno 2006.
Circa il modello organizzativo si evidenzia che le caratteristiche generali dei Poli saranno la Costituzione di reti territoriali che coinvolgano un ampio numero di scuole, centri di formazione professionale, sedi formative accreditate dalla Regione, Università, Imprese, Centri di ricerca. Mentre le caratteristiche specifiche saranno:
- partenariato territoriale forte ed esteso, con impegni pluriennali;
- approccio di settore;
- partecipazione molto attiva delle parti sociali;
- collegamento organico con la ricerca scientifica e tecnologica;
- particolare attenzione alla collaborazione multi regionale;
- particolare attenzione alla dimensione europea per il rilancio della strategia di Lisbona 2000

ALLEGATO FIGURE NAZIONALI FIGURE PROFESSIONALI NAZIONALI DI RIFERIMENTO

AGRICOLTURA
1. TECNICO SUPERIORE DELLE PRODUZIONI VEGETALI;
2. TECNICO SUPERIORE DELLE PRODUZIONI ANIMALI;
3. TECNICO SUPERIORE DELLA TRASFORMAZIONE DEI PRODOTTI AGROINDUSTRIALI;
4. TECNICO SUPERIORE DELLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGROINDUSTRIALI;
5. TECNICO SUPERIORE PER LA GESTIONE DEL TERRITORIO PRODUTTIVO AGRO-AMBIENTALE. INDUSTRIA E ARTIGIANATO-1 MANIFATTURE
1. TECNICO SUPERIORE COMMERCIALE/MARKETING/ ORGANIZZAZIONE VENDITE;
2. TECNICO SUPERIORE DI DISEGNO E PROGETTAZIONE INDUSTRIALE;
3. TECNICO SUPERIORE DI PRODUZIONE;
4. TECNICO SUPERIORE AMBIENTE, ENERGIA E SICUREZZA (IN AZIENDA);
5. TECNICO SUPERIORE PER L'AMMINISTRAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA ED IL CONTROLLO DI GESTIONE;
6. TECNICO SUPERIORE SISTEMA QUALITÀ (PRODOTTO E PROCESSO);
7. TECNICO SUPERIORE DI INDUSTRIALIZZAZIONE DEL PRODOTTO E PROCESSO;
8. TECNICO SUPERIORE PROGRAMMAZIONE PRODUZIONE/LOGISTICA;
9. TECNICO SUPERIORE DI INFORMATICA INDUSTRIALE;
10. TECNICO SUPERIORE CONDUZIONE/ MANUTENZIONE IMPIANTI;
11. TECNICO SUPERIORE DI AUTOMAZIONE INDUSTRIALE;
12. TECNICO SUPERIORE DI APPROVVIGIONAMENTO;
13. TECNICO SUPERIORE SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE.INDUSTRIA E ARTIGIANATO - 2 - ICT
1. TECNICO SUPERIORE PER LA COMUNICAZIONE E IL MULTIMEDIA;
2. TECNICO SUPERIORE PER LE APPLICAZIONI INFORMATICHE;
3. TECNICO SUPERIORE PER LE TELECOMUNICAZIONI;
4. TECNICO SUPERIORE PER LO SVILUPPO SOFTWARE;
5. TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI E LE TECNOLOGIE INFORMATICHE.INDUSTRIA E ARTIGIANATO - 3 - EDILIZIA
1. TECNICO SUPERIORE CONDUZIONE CANTIERE;
2. TECNICO SUPERIORE PER IL RILIEVO ARCHITETTONICO, LA RESTITUZIONE E LA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA;
3. TECNICO SUPERIORE PER RILIEVI E STRUMENTAZIONI DI TELERILEVAMENTO (G.P.S. - G.I.S.).COMMERCIO E TURISMO TRASPORTI - 1-TRASPORTI
1. TECNICO SUPERIORE DELLA LOGISTICA INTEGRATA;
2. TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E DELL'INTERMODALITÀ;
3. TECNICO SUPERIORE PER LE INFRASTRUTTURE LOGISTICHE;
4. TECNICO SUPERIOREPER LA CONDUZIONEDELLE NAVI MERCANTILI-SEZIONE DI COPERTA;
5. TECNICO SUPERIORE PER LA CONDUZIONE DELLE NAVI MERCANTILI - sezione di macchina;
6. TECNICO SUPERIORE PER LA GESTIONE DEI SERVIZI AI PASSEGGERI-COMMISSARIO DI BORDO;
7. TECNICO SUPERIORE PER LA MOBILITÀ E IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE.COMMERCIO E TURISMO, TRASPORTI - 2-TURISMO
1. TECNICO SUPERIORE PER L'ASSISTENZA ALLA DIREZIONE DI AGENZIE DI VIAGGIO E TOUR OPERATOR;
2. TECNICO SUPERIORE PER L'ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO;
3. TECNICO SUPERIORE PER LA RISTORAZIONE E LA VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI TERRITORIALI E DELLE PRODUZIONI TIPICHE;
4. TECNICO SUPERIORE PER L'ASSISTENZA ALLA DIREZIONE DI STRUTTURE RICETTIVE.SERVIZI PUBBLICI E SERVIZI PRIVATI DI INTERESSE SOCIALE - 1- AMBIENTE
1. TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI;
2. TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI IDRICI;
3. TECNICO SUPERIORE PER IL MONITORAGGIO E LA GESTIONE DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE.SERVIZI ASSICURATIVI E FINANZIARI
1. TECNICO SUPERIORE PER LE OPERAZIONI DI SPORTELLO NEL SETTORE DEI SERVIZI FINANZIARI;
2. TECNICO SUPERIORE PER LA GESTIONE DEL PORTAFOGLIO NEL SETTORE DEI SERVIZI FINANZIARI;
3. TECNICO SUPERIORE PER LE OPERAZIONI DI BORSA NEL SETTORE DEI SERVIZI FINANZIARI;
4. TECNICO SUPERIORE PER LA PROMOZIONE FINANZIARIA;
5. TECNICO SUPERIORE PER IL MERKETING NEL SETTORE DEI SERVIZI FINANZIARI;
6. TECNICO SUPERIORE PER LE ATTIVITA' DI call center NEL SETTORE DEI SERVIZI ASSICURATIVI E NEL SETTORE DEI SERVIZI FINANZIARI;
7. TECNICO SUPERIORE PER LA GESTIONE DEI SINISTRI NEL SETTORE DEI SERVIZI ASSICURATIVI;
8. TECNICO SUPERIORE PER LA VIGILANZA E L'ASSISTENZA NEL SETTORE DEI SERVIZI ASSICURATIVI;
9. TECNICO SUPERIORE PER LE ATTIVITA' ORGANIZZATIVE E COMMERCIALI NEL SETTORE DEI SERVIZI ASSICURATIVI.